About me

unnamedDa bimbo m’ incantavo davanti ai quadri appesi ai muri, mi perdevo osservandoli, per me erano nuovi mondi da esplorare, invitanti soglie da varcare con la mia immaginazione. Crescendo ho sperimentato tecniche differenti, ma la fedele rappresentazione della realtà per quanto perfetta, non appagava la mia curiosità di scoprire ciò che si cela oltre l’immagine. Questo prima di scoprire Dalì e il Surrealismo che mi hanno dato nuovi stimoli.

La mia immaginazione prende forma negli anni ’80 soggiornando per lunghi periodi prima a Londra, poi a Berlino ed in Amsterdam e infine prende corpo a San Francisco dove ho vissuto per un anno con artisti e studenti dell’ Academy of Art. In quegli anni San Francisco era un’inesauribile fonte di energia e di ispirazione, un creativo laboratorio cosmopolita dove si sperimentavano e si fondevano differenti espressioni artistiche dando vita ad un importante movimento d’ avanguardia artistico/culturale. Di Berlino mi colpirono i  netti contrasti. Prima della caduta del Muro che liberò le coscienze, Berlino era un’idea assurda.. di qua  un caleidoscopico mondo  di musica, luci, colori e vita, di là non s’avvertiva nulla.. il vuoto quale negazione dell’ esistenza, un nichilistico inquietante spazio da cui fuggire.

Alla ricerca di un’espressione artistica che fosse tutta mia, cominciai a manomettere vecchi oggetti qualche anno fa. Una sera mi ricordai dei computer rotti che tenevo in cantina e li smontai.. mi si spalancò un universo di componenti elettronici multicolori dai mille riflessi. Pensai che non potevo buttarli, anzi, se fossi riuscito a creare qualcosa di ammirevole con oggetti ‘condannati alla distruzione’, snaturandone però i componenti e rendendoli protagonisti per forme e colori invece che per funzioni e scopi originali, avrei regalato loro una nuova vita.

Sono ‘catturato’ da oggetti vecchi ed obsoleti, utensili o arnesi abbandonati, forgiati e resi unici dal tempo. Ne vengo attratto irresistibilmente, mi perdo ad osservarne i graffi, le ammaccature e la ruggine, ascolto le loro storie. Mi raccontano di mani attente e gelose che li hanno accarezzati e custoditi, prima di essere buttati o dimenticati. Questi oggetti sono silenti testimoni di chi li ha posseduti e mi intriga ripercorrerne mentalmente la  storia. Un aspetto fondamentale nella genesi delle mie opere, è la totale assenza di saldature, ogni singolo oggetto o componente è assemblato solo con viti, bulloni o barre filettate. Questo comporta tempistiche maggiori ed un meticoloso lavoro d’ assemblaggio, ma il forare, limare ed avvitare mi consente un contatto epidermico e un dialogo più intimo con l’opera, di sentirla sempre più viva durante la sua evoluzione.

Essendo un autodidatta, quindi non avendo avuto influenze accademiche, intraprendo il processo creativo libero da ‘dottrine’ precostituite. Esploro e sperimento nuove forme e tecniche seguendo il mio istinto e la mia immaginazione; tutto verte attorno una costante ricerca dell’armonia e delle proporzioni. Oggi, per me, creare è diventata una mania, quasi una necessità fisiologica e una magica alchimia, mi lascio trasportare in una sorta di trance creativa in cui ritrovo la mia natura. Uso esclusivamente oggetti e scarti giunti al termine del loro ciclo vitale, tutto ciò che l’uomo produce usa e getta. Il materiale lo recupero per officine, laboratori, ovunque poiché i rifiuti sono ovunque.

Sempre più spesso la gente mi offre i propri oggetti carichi di affetti e di memorie.  Tra le molte persone c’è chi mi ha portato la radio a valvole della nonna che custodiva gelosamente, chi il serbatoio della moto con la quale si son sposati i genitori, una madre mi ha portato il computer dell’amato figlio che ha perso.. me li consegnano con la cura ed attenzione che non si addice ai rifiuti, perché tali non sono, ma piccoli tesori di inestimabile valore, oracoli ricchi di frangenti di vita altrui che smettono di essere ‘feticci’ per tornare a farsi ammirare ed apprezzare sotto nuova forma.    Io ringrazio, li prendo in consegna, li smonto, li osservo, ne indago la storia e il restituire loro dignità trasformandoli in arte e rinvigorendone il ricordo e gli affetti..  resta per me la sfida, la soddisfazione e la ricompensa più grande.

Raffaele Cornaggia The Scraps Alchemist